Memories. Alla scoperta del comune di Barisciano

Secondo le fonti, un vicus Vestino di nome “Furfo” sorgeva sulla via Claudia Nova.
Questo insediamento urbano era alla dipendenza della città vestino – romana di Peltuinum, importante città con la quale si stabilirono continui rapporti commerciali e sociali soprattutto grazie alla comune via del “Tratturo di Foggia”.
I due centri, però, si disgregarono e successivamente la popolazione si sviluppò in villaggi sparsi tra cui: Villa San Basilio, Bariscianello, S. Maria di Forfona e Barisciano.

Ancora oggi ci sono resti che testimoniano l’esistenza di questi piccoli villaggi. Barisciano, grazie alla posizione strategica alle pendici del castello, riuscì a sopravvivere nel tempo.
L’attribuzione di una datazione sicura alla fondazione del paese non è semplice, ma oggi è certo che Barisciano sia sorto tra il VI e VIII secolo in seguito all’abbandono progressivo delle città romane di Furfo e Peltuinum. Inoltre la citazione più remota del nome Barisciano risale al 920 ed è utilizzata da Gregorio da Catino, monaco benedettino dell’abbazia di Farfa, che si riferisce al paese nel Chronicon Farfense. L’opera costituisce una ricostruzione, in forma narrativa, delle conquiste dell’abbazia in tutta l’Italia centrale.

Barisciano

Barisciano

Inizialmente la popolazione si concentrò su due Ville che parteciparono attivamente alla fondazione di L’Aquila. A metà del XIII secolo, infatti, Barisciano fu inserito nel contado aquilano come Terra Fuscolina in quanto, seppur partecipando alla fondazione dell’attuale capoluogo abruzzese, mantenne la sua autonomia sotto la giurisdizione della diocesi Valvense fino al 1424. Il riconoscimento della partecipazione alla fondazione della città di L’Aquila è testimoniato dal fatto che una delle dodici porte della città prese proprio il nome di Barisciano.

Con il passare degli anni, Barisciano riuscì ad inglobare gli abitanti dei villaggi minori e nel XVI secolo, si sviluppò nei quattro rioni storici: Capodiserra, Macchiola, Piedi la terra e Tricaglio.
Dopo l’infeudamento spagnolo, nel Cinquecento, il paese passò sotto il controllo di diverse baronie, ritrovando una stabilità soltanto quando tornò sotto il feudo dei Caracciolo, Principi di Marano, che ottennero il titolo di Marchesi di Barisciano. Fu proprio sotto questa famiglia che il paese conobbe un importante sviluppo grazie alle favorevoli condizioni economiche e sociali che si protrassero nel secolo successivo.

Fontana di Barisciano

Fontana di Barisciano

In questo periodo nel paese si coniugarono attività storiche come la pastorizia transumante – da sempre la maggiore fonte di reddito del paese – allo sviluppo di un’agricoltura specializzata come quella dello zafferano.
Nello stesso periodo ci fu sia la costruzione dell’acquedotto dalla valle di Vedice terminata nel 1638 sia un’ingente attività di costruzione di chiese, tra cui quella di S. Maria di Valleverde, e l’abbellimento di cappelle e palazzi già esistenti.
Lo sviluppo del paese non ha comunque minato la struttura antica del luogo che, nel corso degli anni, ha costituito sempre le radici da cui partire. Ancora oggi, infatti, Barisciano è profondamente legato al suo passato, alle sue tradizioni e a quei luoghi che ne hanno determinato la cultura.