Memories. Alla scoperta di Sant’Eusanio Forconese

Continuiamo a scoprire gli 11 comuni della provincia de L’Aquila che sono coinvolti nel progetto LAB8, per il quale EGA sta realizzando Memories, il videogame finalizzato alla conoscenza e alla promozione del territorio abruzzese. Sant’Eusanio Forconese, anticamente chiamato Cinque Ville per i cinque villaggi di cui era composto, deve l’attuale denominazione al martirio di Eusanio di Siponto nel IV secolo. Sant’Eusanio Forconese fu uno dei castelli che partecipò alla fondazione de L’Aquila: qui, infatti, una via ancora ne porta il nome.
A lungo fra i possedimenti dei Piccolomini, passò poi alla famiglia Barberini che vi edificò un palazzo nel XVII secolo. Oggi il comune comprende anche la frazione di Casentino.

Suggestivo e dai ruderi imponenti, il castello di Sant’Eusanio Forconese sorge sulla sommità del monte Cerro, in una posizione di controllo della vallata sottostante e in stretto collegamento con il castello d’Ocre. Una cinta muraria con torri quadrate appartiene alla sua prima fase costruttiva (XII-XIII secolo). L’accesso originario avveniva da una porta con arco ogivale, facilmente difendibile, oggi tamponata. Le modifiche più significative risalgono alla costruzione della chiesa, addossata alle sue mura; che lascia intendere che il castello avesse perso la sua funzione difensiva. Esso fu abbandonato in seguito al terremoto del 1461, che lo rase quasi al suolo; a quel punto gli abitanti si insediarono in un luogo più adatto, l’attuale Sant’Eusanio Forconese. Qualche anno dopo, la fortificazione fu restaurata e si aggiunsero le torri semicircolari: probabilmente cominciò ad avere la funzione di ospitare gli abitanti solo in caso di pericolo. La presenza, all’interno, di cisterne per la raccolta delle acque, doveva permettere di resistere a lungo ad un eventuale assedio.

Il monte Cerro su cui sorgono il castello e la chiesa annessa ha una forma arrotondata, dall’aspetto molto diverso rispetto alle montagne circostanti, più aspre. La leggenda della sua formazione racconta che, in origine, fosse un mucchio di grano di proprietà di un ricco proprietario terriero. In un’annata particolarmente fortunata, il ricco signore era intento ad elogiare il suo raccolto quando gli si presentò di fronte un mendicante vestito con miseri abiti ad elemosinare carità. Egli fu allontanato dal ricco proprietario che avidamente si mostrò attaccato ai suoi beni. Secondo la leggenda il mendicante non era altro che Gesù sotto mentite spoglie ed il monte di grano fu così trasformato in sassi a causa dell’egoismo mostrato dal ricco.