I personaggi

VESPASIA POLLA

Sposò Tito Flavio Sabino un esattore delle tasse appartenente anch’esso ad una ricca famiglia equestre dell’alta Sabina, dal quale ebbe due figli, Tito Flavio Sabino e il futuro imperatore Tito Flavio Vespasiano. Quando il marito morì Vespasia non si risposò. 

Gli studi attribuiscono a Vespasia Polla la proprietà della Casa Romana di Spoleto scoperta tra il 1885 e il 1914. La casa era ornata da magnifici affreschi e mosaici, ancora oggi visibili, e sorgeva in una posizione di spicco nell’antico centro cittadino. Nel pozzo della Casa è stato ritrovato un frammento di iscrizione con dedica all’imperatore Caligola da parte di una certa Polla

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GIOVANNI CARANDENTE

Giovanni Carandente è stato un critico d’arte, collezionista d’arte e storico dell’arte, docente, dirigente e giornalista italiano. Giovanni nasce a Napoli nel 1920 dove frequentò l’Università Federico II per poi continuare i propri studi a Roma con la scuola di specializzazione in storia dell’arte. Durante la sua vita carandente ebbe uno stretto rapporto con la città di Spoleto, con la quale collaborò nell’ambito del Festival dei due Mondi e nella quale organizzò importanti esposizioni come Sculture Nella Città. La mostra fu organizzata nel 1962 e rappresentò uno dei primi esempi di arte pubblica. Carandente collaborò per quarant’anni con il comune di Spoleto, fu direttore onorario della Galleria Civica d’Arte Moderna (oggi a lui intitolata), a cui donò gran parte della sua collezione di arte contemporanea (esposta al piano terra di Palazzo Collicola) e della sua biblioteca personale (più di trentamila volumi). Oggi Giovanni Carandente è sepolto a Spoleto.

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BARONIO VINCENZI

Baronio Vincenzi fu un facoltoso medico e letterato attivo a Cerreto di Spoleto tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento. A lui è dedicato il centro di ricerca omonimo a Cerreto che ha sede all’interno della ex chiesa Santi Gesù e Maria, fatta costruire dallo stesso Baronio come cappella privata dove poi fu seppellito. Baronio fu un personaggio controverso, le sue lapidi e i suoi stemmi furono ripuliti e abrasi, una damnatio memoriae dovuta alle pratiche di Vincenzi come autopsie e dissezione dei corpi, a quel tempo vietate dalla chiesa.

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GIOVANNI GIOVIANO PONTANO

Giovanni Pontano nasce a Cerreto di Spoleto nel 1429, è conosciuto come il massimo rappresentante dell’umanesimo napoletano del quattrocento. Poeta e uomo politico fu un intellettuale di spicco della corte aragonese. Da lui prese il nome l’Accademia Pontaniana, una delle primissime Accademie fondate in Europa. Scrittore instancabile, Giovanni usò un latino personalissimo duttile e moderno, è conosciuto ancora oggi per la sua opera più famosa De amore coniugali. Tre libri di elegie che raccontano l’amore per la moglie Adriana e le gioie e le tristezze intime della famiglia.  

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REGINA PONZIA

La storia della Regina Ponzia risale alla seconda metà del ‘400, in un momento in cui gli Aragonesi si schierarono contro il Papa e ne invasero i domini. Cerreto di Spoleto rimase ghibellino mentre Ponte, antico castello fondato dai Longobardi, si schierò dalla parte della Santa Romana Chiesa. Si racconta che Ponzia, regina di Ponte, durante l’assedio degli spagnoli si aggirasse di notte tra le grotte i cunicoli della sua rocca per difendere il proprio castello. La regina, dopo le sue imprese valorose, andava a trovare ristoro dietro la chiesa di San Francesco addormentandosi cullata dal rumore delle acque del Nera. Si narra che Ponzia fosse la detentrice della chioccia dalle uova d’oro e dei suoi pulcini.

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LUCA ROSATI

Luca Rosati nasce l’11 novembre nel 1996 a Perugia. La madre è proprietaria di un ristorante in Città mentre il padre lavora alle poste. Luca è secondo di tre fratelli, la sorella Ludovica è la più grande e studia biologia in Belgio alla Antwerp University, mentre Davide, il fratello piccolo, frequenta ancora le scuole medie. Luca sin da bambino ha manifestato una grande curiosità per tutto quello che lo circondava, gli piaceva particolarmente raccontare le storie legate ai luoghi della sua città, oltre che ad avere una discutibile passione per la musica pop degli anni 2000. 
Finite le scuole superiori decide di sviluppare la sua passione per il racconto andando a studiare cinema al DAMS di Roma. Ma tornerà a Perugia dopo un anno, decide di lasciare l’Università e comincia a studiare per diventare guida locale. Passa qualche anno e Luca, ora guida professionista, decide di trasferirsi a Spoleto.

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PONZIA VANNOZZI

Ponzia è una brillante critica d’arte e giornalista di 35 anni, nata e cresciuta a Roma. Laureata in Storia dell’Arte alla Sapienza con il massimo dei voti e appassionata di ogni forma artistica, scrive per Arte e Cultura in Italia dal quale è stata incaricata di pubblicare un approfondimento dedicato alle bellezze del territorio di Spoleto e della Valnerina. Ponzia è legata con affetto a questi luoghi perché qui sono vissuti i suoi nonni paterni, Mauro e Luciana Vannozzi e le loro famiglie, con i bisnonni Adele e Luigi Vannozzi e Angela e Giovanni Amadio. Ponzia ha solo qualche vago ricordo di questi paesaggi e delle storie che le raccontava la nonna da piccola, soprattutto qualcosa riguardo al suo nome così bizzarro… forse è arrivato il momento di scoprire le tracce del suo passato.

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FABIO IL CIARLATANO

Fabio ha 35 anni, nasce a Cerreto di Spoleto. Da piccolo voleva fare l’archeologo ma la sua famiglia non è mai stata d’accordo, così un giorno Fabio decise di esprimere la sua passione per l’antichità impersonando figure storiche, da lui inventate. Scelta che comunque lo fece litigare con i suoi genitori, perché come diceva sua padre: “Tu erediterai l’attività di famiglia, siamo albergatori da generazioni NOI. Ma quale archeologo, quale rievocatore! Te, i libri ti sono caduti in testa figlio mio! Basta con queste baggianate!”. La madre di Fabio era sì più tollerante, ma un po’ – ecco, come dire – negativa: “Tesoro, tuo padre ha ragione sai? Non vorrai mica diventare uno di quei ricercatori squattrinati e senza futuro? Eh?”. Ma dato che al cuor non si comanda Fabio decise comunque di seguire le sue passioni. Cominciò a collaborare con il Museo del Ciarlatano per il quale impersona la figura di Fabio il Ciarlatano durante i momenti di festa a Cerreto.

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VANIA

Vania Melgoza Martinez è nata in Messico dove ha trascorso parte della sua vita tra foreste, grandi città e l’amore della sua famiglia. Un giorno la sua cara madre le fece una proposta; cambiare totalmente vita e andare a vivere in Italia! La bambina non ci pensò nemmeno un attimo, dato il suo animo avventuroso, vivace e avido di emozioni sempre nuove. La sua scuola si trovava in un piccolo paese di campagna con abitanti taciturni dallo spirito ostile, questo la rese una ragazzina solitaria e insicura. Il tempo passò e il momento tanto atteso del diploma arrivò: il futuro aveva in serbo per lei numerose sorprese. Scelse un’università e cambio città, il suo tempo libero si ridusse notevolmente quindi decise insieme a una sua amica di intraprendere una strada diversa: Twitch! Questa piattaforma streaming le permise di arricchire la sua persona ed eliminare tutte le barriere da lei create, per non parlare delle numerose nuove amicizie.

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REGIA

In una grande città rumorosa come tante altre nacque Regia, bambina vivace fin dai primi passi, crebbe in una famiglia agiata e numerosa. La sua vita era semplice, ma troppo opaca. Aveva molte conoscenze ma pochi amici, il trambusto della metropoli le attutiva i sensi, la scuola non le portava appagamento intellettuale o sociale. Con il passare degli anni si adeguò al fato, rivolgendo il suo sguardo verso nuovi orizzonti conoscitivi. Cambiò città, un nuovo ambiente stimolante ricco di opportunità e amicizie. È qui che scoprì  grande affinità di interessi con una ragazza dai lunghi capelli e ben presto divennero amiche. Insieme si lanciarono in un nuovo progetto che sfidava le loro capacità: un canale Twitch! Con la simpatia della ragazza e il tocco magico di Regia fanno scintille ogni giorno.

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RIZIERO MUCCIA

“Pe non sape’ qual era il mio destino, le pecorelle presi da bambino, me ne annetti a Maremma amara, a passi a passi misurai la strada..”.

Riziero (Flammini/Muccia) aveva 10 anni quando cominciò la sua professione di pastore transumante con “una Lira al giorno, trenta Lire al mese, un chilo di pane e un litro d’olio!”. Fra una fiera del paese e una forma di formaggio venduta per guadagnare qualche soldo in più, durante le lunghe camminate aveva cominciato a raccontare, come era abitudine per molti pastori della Valnerina, il lavoro, la vita e le tradizioni pastorali utilizzando rime e versi: è così che Riziero è diventato il pastore-cantastorie di Vallo di Nera. 

Nei pressi della Casa dei Racconti si possono ancora sentire riecheggiare i suoi componimenti, capaci di trasportare in un’altra dimensione: “Apparve una nuvola nera che d’acqua ne versò quanta ce n’era…”

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EUGENIO FUSONE

Classe 1924, Eugenio è profondamente legato alla canapa, alla tessitura e ai suoi segreti. Ha appreso quest’arte fin da bambino, quando si divertiva ad aiutare il contadino Linneo a falciare le piante di canapa per poi filarle e, durante l’inverno, crearne corde soprattutto per il bestiame. Ma ciò che Eugenio amava di più era guardare zia Erminia, la sarta del paese, mentre tesseva la canapa, la lana e il cotone utilizzando gli antichi telai di legno. Grazie alle sue abili mani creava corredi così meravigliosi che tutte le famiglie di Sant’Anatolia facevano a gara per averli!
Spesso questo suo lavoro di tessitura si svolgeva nella casa dove all’epoca abitavano, e proprio lì oggi si trova il Museo della Canapa. Zia Erminia è stata una personalità talmente importante fra queste mura che, nelle varie sale museali, c’è chi dice aver visto comparire il suo fantasma!

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GIACOMO PROIETTI

Giacomo Proietti è originario di Norcia e ha due grandi passioni: la storia e la moda. Dopo aver studiato Fashion Design a Milano, ha deciso di tornare nella sua terra d’origine per riscoprire la cultura locale e farla scoprire alle persone. E’ così riuscito a coronare il suo sogno e unire le sue passioni quando ha trovato lavoro come custode del Museo del Tessuto e del Costume a Spoleto. Infatti, dopo quasi due anni, ormai conosce l’intera collezione come le sue tasche e quanti aneddoti racconta ai visitatori più curiosi! Quale particolare angolazione permette di osservare al meglio la finezza delle trame dei tessuti? Abiti e accessori quali storie raccontano sui loro proprietari, magari personaggi illustri del loro tempo? Cosa possono dirci quei manufatti sull’artigianato popolare umbro?

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